Perchè la nuova ubicazione della scuola Torraca è sbagliata

image25 Gennaio 2021
La nuova ubicazione della scuola Torraca spinge a una concentrazione a favore delle vecchie logiche emissive di ossido di carbonio e contraria alla mobilità sostenibile.

Continuano le contraddizioni, emergono specialmente quando si discute di scelte cruciali. Sono state ridotte al rango di lavori pubblici e, in realtà, avrebbero dovuto esprimere una valenza più ampia, come aveva indicato il movimento politico Matera Civica. Le contese da curva sud hanno il fiato corto, come le gambe di chi le alimenta. Non ci interessano.

Il tema è quello della scuola media Torraca.
Adesso, è ubicata in via Moro, a ridosso di uno snodo congestionato dal trafficato, evidenzia l’ex sindaco e quanti, più meno palesamene, tecnici e amministratori comunali, la pensano come lui.

Di contro, Matera Civica ha indicato a più riprese una proposta, la maturazione di un rapporto armonico e inclusivo, almeno in linea con i temi della pianificazione, soprattutto un dialogo con i settori urbanistica e mobilità. Non il singolo intervento, quindi, ma si sarebbe dovuto puntare alla la riqualificazione di un ampio fronte dell’ormai storicizzato quartiere di Serra Venerdì, fuori dalla logica di concentrare in tre scuole i riflessi negativi legati a emissioni di ossido di carbonio, tipiche delle ore di punta e, di contro, favorire una mobilità sostenibile.

Insomma, l’indicazione a cambiare destinazione all’ex manufatto industriale di Serra Venerdì non nasce da una attenta programmazione urbanistica, sembra più dettato dalla volontà di sollevare l’Amministrazione Comunale dal risolvere due problemi: la destinazione d’uso della ex Centrale del Latte e la ubicazione della nuova Scuola Torraca.

Ci chiediamo, in definitiva, ma è forse meglio esiliare la Torraca a ridosso di una rotonda con altre due scuole concentrate nello stesso plesso?

Per magia, questa scelta alleggerirà davvero la circolazione dalle parti dell’ex Centrale del latte?

Di più, non è forse vero che lì dove bisogna demolire e abbattere la Torraca, in via Moro, dovrà nascere un Parco?

Non sarebbe questo luogo, riqualificato, più sano per discenti, docenti, personale tecnico e una scuola media in mezzo al verde?

L’ex sindaco ha magnificato le progressive sorti di una stazione che sorge in un parco, perché non farlo con una scuola?

Ovviamente, di tutto questo agli attuali amministratori - a parte qualche palese imbarazzo - non importa nulla.
A loro premeva solamente additare negativamente l’ex sindaco in campagna elettorale, mentre volutamente tralasciano un dato di tutta evidenza, ovvero che stanno adottando solo ed esclusivamente provvedimenti della vecchia amministrazione, senza curarsi di un progetto di scuola degno di una visione dell’Ottocento.

Allo stato attuale, è noto che si vuole abbattere in via Moro e in via Santa Caterina da Siena ma, in questi siti, a parte qualche generica indicazione circa le destinazioni di carattere pubblico, non si conoscono progetti specifici e neppure l’esistenza di risorse finanziarie per realizzare ipotetiche e nebulose iniziative di cui s’ignorano funzioni e finalità.

E’ praticamente noto, invece, il destino di una scuola disegnata dall’urbanista Luigi Piccinato per questo specifico scopo di partenza in viale Nitti. Non sarà abbattuta, ma non sarà più neppure scuola. Qualcosa che si perderà senza sapere cosa utilmente ricaverà da queste scelte la comunità di Serra Venerdì, e non solo.

Un cammino orientato nella direzione di una sostanziale rigenerazione urbana, invece, avrebbe potuto tenere conto anche dell’attuale sede dell’Automobile Club, l’ACI. E’ in vendita. Si tratta di un immobile, che copre un’ampia superficie sull’altro fronte di via Santa Caterina da Siena e si sviluppa oltre la rotonda. E’ inoltre dotato di volumi che si sviluppano sotto la quota degli uffici, mentre altri si potrebbero sviluppare in altezza secondo le autorizzazioni a costruire già acquisite da tempo.

Ma questo è un altro discorso, interno a una ponderata visione e più ariosa di tutta la zona.
Un area ormai consegnata alla stessa logica che ha generato la stazione delle Fal.

Dentro una decontestualizzazione che non sembra dialogare con lo spazio circostante e che dà le spalle al palazzo municipale, esattamente come la scuola sulla rotonda darà le spalle al quartiere, alla storia di uno tra i momenti più alti di quel manuale dell’urbanistica a cielo aperto che ci è stato consegnato ed è divenuto, purtroppo, spesso e volentieri un banco di prova per continui tradimenti contro il territorio.
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